Vengono in mente le parole indimenticabili con cui Leonardo Sciascia scherzava sul confine tra acume e ottusità: «è ormai difficile incontrare un cretino che non sia intelligente e un intelligente che non sia cretino. Ma di intelligenti c’è sempre stata penuria; e dunque una certa malinconia, un certo rimpianto ci assalgono tutte le volte che ci imbattiamo in cretini adulterati, sofisticati. Oh, i bei cretini di una volta! Genuini, integrali. Come il pane di casa. Come l’olio e il vino dei contadini».
Sussurri, grida e suicidi:
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