d’altra parte il più grande successo di questo governo è la sapienza con la quale ha compiuto l’opera di disgregazione, la poderosa alimentazione dei conflitti, la violenta frattura dei vincoli i più solidi, antichi, duraturi, applicando la loro economia a nutrire rancore, separatezza, risentimento. A alimentare quella miso-cosmia, quell’odio per il mondo, per tutto quello che sta fuori, sopra e sotto, che agita la moltitudine dei deprivati e depredati. E l’ira, la faccia nera della domanda di riconoscimento dei bisogni e dei diritti negati, da dispersa e rarefatta si condensa su figure identificabili, la donna, il diverso, l’immigrato, il nomade, lo straniero. Compreso quello che c’è in noi.
Sussurri, grida e suicidi:
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