giovedì 3 maggio 2012

Nadia Albertoni
Il Governo sta per varare un nuovo piano di tagli sulla scuola. Questa volta l'affondo lo farebbe nei confronti delle spese di funzionamento e delle segreterie che sarebbero gestite "a mezzo" tra più istituti. Il risparmio annunciato sarebbe di circa un miliardo di euro.

Per questa via si vorrebbe sostenere che i tagli servono a migliorare l'efficienza del servizio e non sono lineari. Non è vero perché l'unico scopo è proseguire con la demolizione della scuola pubblica in perfetta continuità con il Governo Berlusconi. Tagliare ancora sulla scuola avrà solo un effetto depressivo sul piano sociale e sulla crescita economica del Paese. Al Governo vogliamo dire che questa strada è sbagliata come lo era quella del Governo precedente. Per crescere e per affermare una maggiore uguaglianza bisogna investire in conoscenza.

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