Monsieur Hollande non ha promesso miracoli: ma si è assunto una responsabilità e un impegno dai quali non credo si esimerà: più uguaglianza nei mezzi (dunque più lavoro, priorità alla grande disoccupazione giovanile, più potere d’acquisto con aumento subito del salario minimo) e nei diritti (fine di ogni discriminazione degli immigrati), con più giustizia redistributiva. Ha dichiarato guerra all’inutile e controproducente rigore dei tagli nei servizi sociali, contrapponendogli la pace di sessantamila nuovi impieghi fra sanità e scuola. Con che soldi direbbe La Fornero? Con con la crescita e tassando gli alti redditi fino al 75 per cento. E con tagli di alto valore simbolico: un decreto ridurrà del 30 per cento gli stipendi del capo dello Stato, del primo ministro e dei membri del governo. Lo accompagnerà un secondo decreto, con il quale sarà stabilito un tetto alle remunerazioni dei dirigenti del settore pubblico. E la forbice salariale dovrà essere compresa fra 1 e 20. Per essere più chiari: un presidente e amministratore delegato di un’azienda pubblica non potrà guadagnare più di venti volte del suo dipendente meno pagato. E ha dato una scossa alle regole marce e immarcescibili del vecchio notabilato dichiarando finita l’era della cumulabilità delle cariche, con i sindaci ministri e i ministri sindaci.
Se po’ ffà «
Nessun commento:
Posta un commento