Walter delle rose e il Massimo delle marchette «: " Che fine miserrima, assieme a quella dei tanti commentatori illustri che vendono mediocrità e servo sudore come fossero pepite . Ma certo una bella isola delle rose al largo, magari di Macerata, ci vorrebbe per raccogliere questa genia di scrittori e recensori: parlino esperanto, giochino con i francobolli e non osino mai più sbarcare a terra: li del resto possono eleggersi onorevoli a vita, senza che qualcuno sia tentato dallo uno sputo nell’occhio come quelli di Totò."
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